Possiamo installare un buon antivirus, mantenere Windows aggiornato, utilizzare password robuste e attivare l’autenticazione a due fattori. Tutte queste precauzioni riducono enormemente il rischio di un’infezione, ma nessun sistema è infallibile. Un clic sbagliato, una vulnerabilità appena scoperta o un errore di distrazione possono comunque aprire la porta a un attacco. Proprio in questi casi il backup rappresenta l’ultima, indispensabile linea di difesa. Pensiamo al caso peggiore: un ransomware riesce a entrare nel computer e cifra fotografie, documenti, video e file di lavoro. A quel punto non esiste un pulsante magico per recuperarli. Pagare il riscatto è fortemente sconsigliato, perché non offre alcuna garanzia e finanzia le attività dei criminali informatici. Nella maggior parte dei casi la soluzione più sicura consiste nel formattare il computer, reinstallare Windows e ripartire da zero. È una prospettiva spaventosa… a meno che non abbiamo una copia aggiornata dei nostri dati. Con un backup recente possiamo reinstallare il sistema operativo e ripristinare poi i file personali in poche ore, senza perdere fotografie, documenti o ricordi di una vita. Gli esperti parlano spesso della strategia “3-2-1”, ma il concetto è molto più semplice di quanto sembri. L’idea di base è conservare tre copie dei file importanti, utilizzando almeno due supporti diversi, di cui una copia conservata separatamente dal computer. Tradotto nella vita di tutti i giorni significa che la copia principale resta sul PC, una seconda copia viene salvata su un hard disk esterno USB, e infine una terza copia delle cartelle più importanti viene archiviata nel cloud. Un’abitudine cruciale riguarda il disco esterno. Una volta completato il backup, deve essere scollegato dal computer. Può sembrare un dettaglio, ma è proprio questo a fare la differenza. Se il disco rimane sempre collegato, un ransomware potrebbe cifrare anche il backup, rendendolo inutile. Se invece il dispositivo viene scollegato e riposto in un cassetto, i file resteranno al sicuro anche in caso di infezione. Per i documenti più importanti, come abbiamo già accennato, conviene aggiungere anche una copia online. Sono quantità sufficienti per archiviare i documenti, le scansioni, le fotografie più importanti e altri file personali. Naturalmente il cloud non sostituisce il disco esterno. Le due soluzioni si completano a vicenda: il backup locale permette di recuperare rapidamente grandi quantità di dati, mentre quello online protegge anche da furti, incendi o guasti che potrebbero coinvolgere contemporaneamente computer e disco USB. La buona notizia è che non serve acquistare costosi sistemi professionali. Alla fine, la sicurezza informatica non consiste soltanto nell’impedire ai criminali di entrare nel nostro PC. Significa soprattutto essere preparati anche nel caso in cui, nonostante tutte le precauzioni, qualcosa vada storto.

